Il cappello di paglia di Firenze – opera lirica Milano – Teatro alla Scala – Stagione 2023/2024
“Il cappello di paglia di Firenze” di Nino Rota al Teatro alla Scala di Milano con la regia di Mario Acampa
“Il cappello di paglia di Firenze” di Nino Rota al Teatro alla Scala di Milano, dal 4 al 18 settembre 2024, con la regia di Mario Acampa e la direzione di Donato Renzetti.
Il Teatro alla Scala apre il sipario dopo la pausa estiva a partire da mercoledì 4 settembre: in scena per cinque rappresentazioni Il cappello di paglia di Firenze di Nino Rota diretto da Donato Renzetti per il progetto Accademia.
Lo spettacolo è firmato da Mario Acampa, regista e autore degli spettacoli del Teatro per ragazzi e famiglie.
Oltre ai solisti allievi o ex allievi, ai musicisti dell’Accademia in buca e al Coro dell’Accademia, sono volti giovani e nuovi anche i collaboratori del regista: Riccardo Sgaramella per le scene e Chiara Amaltea Ciarelli per i costumi.
Completano lo spettacolo le coreografie di Anna Olkhovaya.
Rota compose Il cappello di paglia di Firenze nel 1945, negli ultimi mesi della guerra, scrivendo il libretto insieme alla madre Ernesta, più volte evocata nello spettacolo di Acampa, a partire da una commedia di Eugène Labiche e Marc Michel sugli equivoci suscitati tra due coppie di sposi e di amanti dalla scomparsa di un cappello di paglia mangiato da un cavallo. L’opera andò in scena dieci anni più tardi al Teatro Massimo di Palermo con grande successo e giunse alla Piccola Scala nel 1958 con la direzione di Nino Sanzogno e la regia di Giorgio Strehler, per poi conquistare il palcoscenico del Piermarini nel 1998 con Bruno Campanella sul podio, regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi con Elizabeth Norberg-Schulz e Juan Diego Flórez incantevoli protagonisti.
La leggerezza dei sogni e il moto perpetuo di un’azione senza tregua – spiega Raffaele Mellace nella sua introduzione all’opera per il numero di settembre della Rivista del Teatro – sono le cifre essenziali del Cappello di paglia di Firenze, la farsa musicale, su libretto proprio e della madre Ernesta, con cui Nino Rota rispose alla tragedia della Seconda guerra mondiale. L’unica farsa italiana del Novecento, secondo Fedele d’Amico. L’opera vive della magia dell’ambientazione in una Parigi immaginaria, in bilico tra la paradossale commedia di Labiche cui deve il soggetto e l’omonimo capolavoro cinematografico di René Clair. Un’atemporale ville lumière dell’animo, perennemente attuale, in grado di affascinare, in quasi settant’anni di successi ininterrotti, una serie lunghissima di registi di prima sfera: Filippo Crivelli, Ugo Gregoretti, Pier Luigi Pizzi, Giorgio Strehler… Il cappello di paglia di Firenze viene incontro allo spettatore con affabile immediatezza, con quella sincerità aliena da intellettualistici compiacimenti che anima sempre la musica di Rota. Tradizione del melodramma italiano ed esperienza del Novecento (musical incluso) concorrono con i loro meccanismi collaudati e di sicuro effetto, impiegati senza falsi pudori, a realizzare il prodigio, tanto raro nel panorama novecentesco, di un ascolto felice, sollecitato da una musica candidamente tonale e serenamente orecchiabile.
“Credo che Il cappello di paglia di Firenze – aggiunge Donato Renzetti – sia un’opera perfetta per un progetto dell’Accademia; ha tutte le caratteristiche per impegnare a fondo i vari aspetti dell’allestimento di un’opera: il canto, la regia, la scrittura strumentale, la realizzazione visiva. I giovani, poi, hanno tanto entusiasmo e molta voglia di mostrare il proprio talento, non si stancano mai di provare un lavoro come questo, che richiede tempi teatrali perfetti e un notevole movimento sul palcoscenico”.
Una vicenda paradossale trasportata in un mondo in cui alla realtà prosaica di una fabbrica si contrappone un mondo di sogno da Mario Acampa, che racconta così il suo spettacolo: “Ho trasposto l’azione al 1955, anno in cui debuttò l’opera. Ho immaginato che il protagonista fosse un addetto alle pulizie di un cappellificio francese, la Chapellerie E. Rota & fils. Durante l’ouverture, mostro una giornata tipo di Fadinard, un uomo alla base della scala sociale, maltrattato dagli operai della fabbrica e infine picchiato da un cliente. Un pugno fatale gli fa battere la testa e da quel momento inizia il sogno. Quello che avviene nel corso dell’ouverture si svolge nella dimensione della realtà ed è
di mia invenzione, il seguito è esattamente quello che è scritto nel libretto, ma letto nell’ottica del sogno di Fadinard. Un elemento concettuale importante è che l’artefice del sogno e la modista, che è la titolare della fabbrica e nella mia visione si chiama Ernesta, proprio come la madre del compositore. Lei, come un deus ex machina, farà muovere i personaggi che interagiscono con il protagonista per rendergli la vita impossibile”.
More info:
Il cappello di paglia di Firenze – Nino Rota
Farsa musicale in quattro atti e cinque quadri
Libretto di Ernesta e Nino Rota da Eugène Labiche e Marc Michel
Solisti dell’Accademia di Perfezionamento per Cantanti Lirici del Teatro alla Scala
Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala
Dove: Teatro alla Scala di Milano
Quando: dal 4 al 18 settembre 2024
Direttore: Donato Renzetti
Regia: Mario Acampa
Produzione: Teatro alla Scala


