Recensione 40 e sto – Andrea Delogu – Milano Teatro Manzoni – Stagione 2024/2025

Recensione “40 e sto” con Andrea Delogu al Teatro Manzoni di Milano

 


La recensione di Teatro a Milano

a cura di Valeria Laudi


Andrea Delogu diverte e coinvolge al Teatro Manzoni di Milano con “40 e sto”

 

 

Andrea Delogu torna al Manzoni di Milano per la tappa meneghina del suo spettacolo “40 e sto” Manuale di sopravvivenza alla maleducazione sentimentale, in scena a grande richiesta per la seconda stagione consecutiva.

Sebbene sia sempre il medesimo show, come Andrea stessa ci rivela, è comunque un po’ diverso, in parte poiché il copione è stato aggiornato, ma anche perché talvolta lei si dimentica le battute, e recita quindi a braccio. E in questo bisogna dire che è proprio brava, risultando ancora più naturale, al punto che non si ha quasi la sensazione di assistere a un one-woman show, bensì sembra di essere usciti a bere un caffè con una buona amica, che ha tanta voglia di raccontare e raccontarsi.

Fin dalle prime battute, Andrea si presenta al pubblico in sala come una ragazza qualunque, che, raggiunto il traguardo dei quarant’anni, sfogliando idealmente tante Polaroid, con un occhio guarda indietro, per ricordarsi il suo vissuto, mentre con l’altro scruta l’orizzonte, per scoprire che cosa le riserverà il futuro.

Inframmezzata da stacchetti musicali, con gli onnipresenti tormentoni di Max Pezzali (Come mai) e Ambra Angiolini (T’appartengo), e scandendo il fluire del tempo con un rapido scorrere di fotogrammi su un monitor laterale, simboli indiscussi dei decenni appena passati, Andrea parla di sé e della sua famiglia, narrando una storia personale tanto strana quanto fuori dal comune, che si snoda tra i favolosi anni ’80 e gli orridi 2000, per arrivare fino ai giorni nostri.

Passando tra gli altri dal botox a Tinder, dal matrimonio alla maternità, dal lavoro alla palestra, la showgirl romagnola mette a nudo le sue speranze, le sue paure, i suoi successi e le sue sconfitte, tracciando una sorta di bilancio dei suoi primi 40 anni, che alla fine, magari con le debite differenze, non è poi così dissimile per tutte noi.

Non mancano i ricordi della sua infanzia a San Patrignano, le conquiste della sua adolescenza e le alterne fortune del suo passato più recente, fino al momento più complicato della sua vita coinciso con il compimento dei 40 anni.

Lavoro, amore, famiglia, amicizia… tutto sembra crollarle addosso, lasciandola senza fiato e senza un’indicazione su come uscirne, se non un’unica consapevolezza, che, dopo aver toccato il fondo, si può soltanto risalire. Come? Superando i luoghi comuni, riacquistando la forza di essere liberi, riguadagnando la propria indipendenza. Per farlo è però necessario innanzitutto mettersi al centro, ripartendo da se stessi, poiché in fondo nessuno ci conosce così bene.

A tal proposito, al netto di tutto, c’è qualcosa che con il trascorrere del tempo diventa fondamentale. Per ritrovare un equilibrio interiore, non bisogna mai perdere di vista che la persona più importante è l’unica che ci ha visto crescere ed è sempre stata al nostro fianco. Ovvero siamo sempre e solo noi. Il segreto è tutto lì, come ci suggerisce Andrea, mostrandoci una foto di lei da piccola, una bimba che sorride felice in una immagine di tanto tempo fa.

Scritto dalla stessa Delogu, insieme a Alberto Caviglia, Rossella Rizzi e Giovanna Salvatori, con la regia di Enrico Zaccheo, il testo scorre via rapido, è divertente, arguto, mai banale. Affronta con ironia e leggerezza anche gli argomenti più profondi, quelli che fanno riflettere, senza cadere però nella trappola della superficialità, ma riuscendo addirittura a trasmettere una grande energia e un senso di rassicurante positività.

 

 



More info e biglietti:

40 e sto – Manuale di sopravvivenza alla maleducazione sentimentale

Dove:

al Teatro Manzoni di Milano.
Quando: dal 23 al 24 novembre 2024
Chi: Andrea Delogu
Scritto da: Alberto Caviglia, Andrea Delogu, Rossella Rizzi e Giovanna Salvatori
Regia: Enrico Zaccheo