Recensione concerto Fabrizio Moro 2025 – Milano Assago Unipol Forum – Stagione 2024/2025

Recensione del concerto di Fabrizio Moro 2025 al Unipol Forum di Assago Milano

 

Fabrizio Moro concerto Milano 2025


La recensione di Teatro a Milano

a cura di Valeria Laudi


Fabrizio Moro, che spettacolo!
Recensione del concerto 2025 al Forum di Assago

 

Ore 21:15, dopo i tre brani di Atipica, giovane cantautrice supporter calabrese dallo stile molto particolare, bello come Il sole (n.d.r. uno dei suoi pezzi più emblematici) e acclamato da un pubblico entusiasta, entra finalmente in scena lui, Fabrizio Moro, insieme alla sua band storica.
Dico finalmente, perché purtroppo il geniale cantautore romano, che, sebbene non li dimostri per niente ha da poco compiuto cinquant’anni, aveva preso le distanze per troppo tempo da teatri e palazzetti, lui che la musica ce l’ha dentro, e soprattutto la fa con grande passione.

Essendo il palco molto vicino al parterre, e noi in terza fila, questa volta riesco a vedere in faccia tutti quanti. In una dimensione reale, non il solito puntino in lontananza di cui non si riesce neppure a percepire espressioni del viso e sguardi degli occhi.
Attira la mia attenzione il chitarrista, che non mi sembra per niente un volto nuovo.
Mi informo sottovoce: «Jacopo, ma il ragazzo con la chitarra, quello alto che assomiglia un po’ a Tony Hadley, non suonava un paio di settimane fa al concerto di Riccardo Cocciante agli Arcimboldi?»
Risposta scettica di Jacopo: «Ma no, non mi sembra proprio. Va che ti sbagli».
Eppure…
Prima dell’attacco del secondo pezzo, insisto: «Guarda che è lui, ne sono certa».
Replica dubbiosa e poco convinta di Jacopo, giusto per farmi contenta e non contrariarmi: «Sì, forse un po’ gli assomiglia, ma non è lui. E poi era più basso».
Sarà… Ma quindi, è lui o non è lui? Certo che è lui! Davide Gobello, talentuoso chitarrista, tra gli altri, di Riccardo Cocciante, Fabrizio Moro e Loredana Berté. Ma che bravo è, che mi passa in neppure due settimane dal melodico d’autore al pop rock aggressivo e, per giunta conosce pure tutti i pezzi a memoria?
Fatto sta che Vale 1 – Jacopo 0. Ma gli potevo forse dire: Amo, ma dopo tutti questi anni, ancora non lo sai che ho (quasi) sempre ragione?

Con Banale spiegazione, brano del 2005 tratto dall’album Ognuno ha quel che si merita, inizia così il concerto di Fabrizio Moro al Forum di Assago, 25 anni dopo l’esordio a Sanremo con Un giorno senza fine. Da allora ne ha fatta di strada Fabrizio, anche se, per dirla con parole sue, “ogni metro di successo ha un caro prezzo”. Un successo che, non mi stancherò mai di ripeterlo, si merita tutto quanto. Anzi di più. Non è soltanto uno dei migliori cantautori italiani del panorama musicale pop rock contemporaneo, ma pure un autore che evolve in continuazione, non rimanendo mai uguale a se stesso. Le sue bellissime canzoni sono infatti una diversa dall’altra per ritmo, melodie, contenuti, ma sono tutte da ascoltare e riascoltare, per scoprirne le verità che racchiudono, comuni a ognuno di noi, a ogni essere umano.

In scaletta ci sono una trentina di pezzi (alcuni eseguiti in una intima versione unplugged), scelti penso con non poca fatica tra le sue canzoni più significative, perché a mio parere di canzoni belle da portare a un concerto Fabrizietto ne avrà almeno il doppio, o forse il triplo… praticamente tutte. Cosa volete che vi dica, ci sarà una ragione per cui è il mio cantante preferito, e ne ho già parlato due volte da queste pagine (qui e qui).

Tra un brano e l’altro, pochi discorsi, ma sinceri, perlopiù piccole (ma grandi) riflessioni su sentimenti, interiorità, valori umani, amore, famiglia, amicizia. Si racconta Fabrizio, ma non lascia troppo spazio alle parole. Anche perché tutta la sua essenza è comunque dentro le sue canzoni.
Si passa dalla coinvolgente Eppure mi hai cambiato la vita, composta anni fa per una delle due donne di cui si è veramente innamorato, all’intensità di Libero, il testo che forse più lo rappresenta, nonché nome di suo figlio. E poi, tra le altre, Acqua, (che amo in modo particolare), Alessandra sarà sempre più bella, Sei tu, Figli di nessuno (che sento tanto mia), Prima di domani in duetto con Il Tre, giovane rapper romano con cui aveva già cantato a Sanremo nel 2024. E infine le immancabili Pensa, Portami via, Non mi avete fatto niente, Sono anni che ti aspetto, Parole, rumori e giorni, Pace.

Tutti, ma proprio tutti, cantano, si alzano in piedi a ballare, applaudono a più non posso. Bello, ma proprio bello. Una serata davvero speciale. Anche perché sul palco non c’è un divo, ma una persona vera, un vecchio amico, uno di noi. Il ragazzo della porta accanto, quello che vorresti avere al posto dei tuoi insopportabili vicini di casa.

Per più di due ore, scorrono, condivise e senza soluzione di continuità, poesia, emozioni, immagini, storie di vita. La sua voce è unica, calda, roca e potente, con un timbro che entra dentro nel profondo. Il suo stile irresistibile. Una combinazione perfetta che genera pura energia e non può certo lasciare indifferenti, coinvolgendo non soltanto le numerose e scatenate ultras del Moro, ma proprio tutti i presenti, dalle prime file del parterre, su fino alle tribune e agli anelli.
La gente lo ama, ed è palpabile quanto lui contraccambi questo amore, e quanto ci tenga all’affetto del suo pubblico, probabilmente, se potesse, vorrebbe scendere dal palco per abbracciarci uno per uno. Lo si capisce fin dal primo istante, Fabrizio è una persona che ha tanto da dare e da dire, oltretutto sempre generosa, non si tira infatti mai indietro a stringere mani, mandare baci e firmare autografi.

Bentornato Fab, a quando il prossimo appuntamento in concerto a Milano?
A proposito, visto che, oltre a seguire il blog, scrivo anche romanzi, dopo tre post a te dedicati, la prossima volta potrei passare al racconto “Conoscerò Fabrizio Moro”, parafrasando il titolo del libro uscito negli anni ’80 “Sposerò Simon Lebon”.
Chissà, magari un giorno riusciremo davvero a conoscerci di persona. Il vino lo porto io!

 

Scaletta del concerto

Banale spiegazione
Svegliati
Il peggio è passato
Figli di Nessuno
Non è la stessa cosa
Domani
Senza di te
Eppure mi hai cambiato la vita
Alessandra sarà sempre più bella
L’eternità
Sono solo parole
L’inizio
D & B solo
Libero
Acqua (unplugged)
Melodia di giugno (unplugged)
21 anni (unplugged)
Sei tu (unplugged)
Sangue nelle vene (unplugged)
Il senso di ogni cosa (unplugged)
Sono anni che ti aspetto
Continuare a cercare
Prima di domani con Il Tre
Non c’ho niente
Pensa
Non mi avete fatto niente
Portami via
Parole rumori e giorni
Il sole
Tutto quello che volevi
Pace

 



Fabrizio Moro 2025

Dove:

all’Unipol Forum di Assago di Milano
Quando: 3 aprile 2025
Chi: Fabrizio Moro
Organizzatore: Friends & Partner