Guillaume Tell – opera lirica Milano – Teatro alla Scala – Stagione 2023/2024

Il “Guillaume Tell” di Gioachino Rossini al Teatro alla Scala di Milano con la regia di Chiara Muti

 

Ph. Brescia e Amisano © teatro alla Scala

Il “Guillaume Tell di Gioachino Rossini al Teatro alla Scala di Milano, dal 20 marzo al 10 aprile 2024, con la regia di Chiara Muti e la direzione di Michele Mariotti.



Dopo molti anni torna alla Scala un’opera seria di Gioachino Rossini: Guillaume Tell, l’ultimo capolavoro con cui il Pesarese trasforma il suo linguaggio per le platee parigine adattandolo alla nuova sensibilità romantica prima di abbandonare definitivamente il teatro, è presentato per la prima volta al Piermarini nella versione originale francese.

Dirige Michele Mariotti, concittadino e interprete di riferimento di Rossini, mentre la regia è affidata a Chiara Muti, che dopo essersi formata al Piccolo Teatro di Milano ha firmato allestimenti operistici all’Opera di Roma, al San Carlo di Napoli e al Regio di Torino.

Il cast schiera Dmitry Korchak nell’impegnativa parte di Arnold, Salome Jicia, che presta il suo canto al personaggio di Mathilde, e Michele Pertusi come Guillaume.

La musica
“Rossini – spiega Michele Mariotti nell’intervista a Barbara Narici inclusa nel numero di marzo della Rivista del Teatro – ha dimostrato di saper abbracciare uno stile, intendo lo stile romantico, che non era all’epoca ancora esploso. Tell non è un’opera romantica ma piuttosto pre-romantica, caratterizzata da un colore diverso. In questi anni ho lavorato molto sullo strumento sonoro, sul colore orchestrale. In quest’opera c’è un nuovo respiro, un nuovo colore, e c’è una presenza della natura stupefacente, che abbiamo visto solo nella Donna del lago. Le esperienze che ho fatto negli ultimi anni vanno in questa direzione. Non snaturerò il Tell, non lo farò diventare un’opera romantica. Per esempio, l’aria di Arnold dell’Atto IV ‘Asile héréditaire’ ha un’orchestrazione diversa da tutto il resto dell’opera e corrisponde all’evoluzione del personaggio. In principio ad Arnold poco interessa la patria, la lotta: è essenzialmente innamorato di Mathilde, e vuole amarla a dispetto dello scontro politico e della differenza di status sociale. È la morte del padre a far sì che egli si accenda e che si dichiari pronto a combattere per vendicarlo; per questo l’aria ha carattere diverso da tutto il resto dell’opera. Non sono d’accordo nel vedere Arnold come un tenore eroico, per me rimane un innamorato. C’è poi il Trio delle donne nell’Atto IV, importante in quanto mette in luce un altro tema, che è il senso di appartenenza, l’attaccamento alle proprie radici, l’amore, oltre alla solidarietà tra Mathilde ed Hedwige, moglie di Tell. Un trio di donne è una rarità, un gioiello, presente solo nell’Orfeo ed Euridice di Gluck e nel Rosenkavalier di Strauss”.

 

Lo spettacolo
Per Chiara Muti, intervistata da Biagio Scuderi per La Scala – Rivista del Teatro, Guillaume Tell è “una storia di portata biblica; Guillaume è il puro, l’uomo visionario che non ammette il vizio, è un eroe suo malgrado perché, per lui, la morale e il rispetto vengono prima di ogni cosa. Non è così per tutti gli altri, non è così per Gessler che rappresenta il male. Nell’impaginare la drammaturgia mi sono fatta trasportare da Metropolis di Fritz Lang. Mi sono chiesta: qual è la libertà che stiamo perdendo? E ho realizzato che ci stiamo auto-asservendo, senza accorgercene, a un meccanismo che ci imporrà sempre di più regole assurde e disumane che tutti accetteremo per quieto vivere. Lo vedo nelle nuove generazioni, col naso giù per terra, fisicamente prostrati al suolo, non guardano più il cielo ma solo questi orrendi mezzi di comunicazione che ci stanno chiudendo al mondo e la cui luce del display è come il sorriso di Narciso, più lo guardi e più finisci nell’abisso senza rendertene conto”.

Tell alla Scala
Guillaume Tell, opera monumentale, subì tagli e modifiche già nel corso delle prove e delle prime rappresentazioni seguite al battesimo avvenuto all’Opéra di Parigi il 3 agosto 1829. La prima scaligera risale al 26 dicembre 1836 in una versione italiana profondamente modificata: per l’inaugurazione della stagione di Carnevale e Quaresima va in scena per ben 32 rappresentazioni Vallace, “melodramma tragico di Calisto Bassi, composto sulla musica del Guglielmo Tell del Maestro Cavaliere Rossini”. Sempre la versione del Bassi ma con il titolo Guglielmo Tell torna nel 1845, 1858, 1860, 1867, 1881 (con la direzione di Franco Faccio), 1899 (diretto da Toscanini con Francesco Tamagno come Arnoldo), 1930 (direttore Giuseppe del Campo, con Giacomo Lauri Volpi come Arnoldo, Benvenuto Franci come Tell e Lila Bruna Rasa come Matilde), 1939 (sul podio Gino Marinuzzi). Memorabile anche l’edizione diretta da Francesco Molinari Pradelli nel 1965 e ripresa nel 1966, con Gianni Raimondi, Giangiacomo Guelfi e Ilva Ligabue nelle parti principali, la regia di Sandro Bolchi e le scene di Salvatore Fiume. Guglielmo Tell torna in scena per l’ultima volta in italiano per l’inaugurazione della Stagione 1988/89 con la direzione di Riccardo Muti e una fastosa produzione firmata da Luca Ronconi con scene di Gianni Quaranta e costumi di Vera Marzot: in palcoscenico Chris Merritt, Giorgio Zancanaro e Cheryl Studer.

 

Ph. Brescia e Amisano © teatro alla Scala



More info:

Guillaume Tell

Melodramma in 4 atti
Libretto di Étienne de Jouy e Hippolyte-Louis-Florent Bis
Edizione critica della Fondazione Rossini di Pesaro in collaborazione con Casa Ricordi, Milano
Orchestra e Coro del Teatro alla Scala

Dove: Teatro alla Scala di Milano
Quando: dal 20 marzo al 10 aprile 2024
Chi: Michele Pertusi, Dmitry Korchak, Salome Jicia
Direttore: Michele Mariotti
Regia: Chiara Muti
Produzione: Teatro alla Scala