Quei due al Teatro Manzoni

La coppia Tullio Solenghi e Massimo Dapporto porta in scena Quei due, versione italiana della commedia Il Sottoscala di Dyer

Quei due con Tullio Solenghi e Massimo Dapporto al Teatro Manzoni di Milano
Quei due con Tullio Solenghi e Massimo Dapporto al Teatro Manzoni di Milano

Il Sottoscala” è una commedia inglese di Charles Dyer che ha avuto un notevole successo internazionale, soprattutto grazie all’adattamento cinematografico del 1969 con Richard Burton e Rex Harrison. Nello stesso anno lo spettacolo fu proposto anche a teatro in Italia da Paolo Stoppa e Renzo Ricci e oggi, a distanza di quasi cinquant’anni, la coppia Harry e Charlie torna sul palcoscenico dei teatri italiani con “Quei due” interpretati da Tullio Solenghi e Massimo Dapporto.
La storia è ambientata nell’Inghilterra degli anni ’60, quando era ancora in vigore il Buggery Act, emanato da re Enrico VIII nel 1533, che puniva i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso. La legge, molto contestata e spesso utilizzata per fini politici, fu applicata fino al 1969 e fece condannare un numero elevatissimo di omosessuali, tra i quali anche lo scrittore Oscar Wilde. Stupisce molto, tra l’altro, il fatto che sia ancor oggi in vigore in alcuni stati americani e dell’ex Commonwealth.

Quei due, Il sottoscala, è principalmente una commedia d’amore, uno spaccato della difficile vita di due omosessuali nell’Inghilterra bigotta della metà degli anni ’60, non ancora scossa dal movimento hippy e dalla insorgente libertà sessuale.
Siamo a Londra, in uno dei tanti barber shop dell’East End, un piccolo locale nel sottoscala dove Charlie e Harry, due omosessuali ormai cinquantenni, trascinano la loro vita piena di problemi, rimpianti e vecchie bugie, tra pennelli da barba, lozioni e asciugamani caldi.
Harry-Solenghi rimpiange di non aver fatto fortuna, sogna ancora un grande negozio, pieno di specchi e luci, mentre si ritrova vecchio, con la pancetta, praticamente calvo e con la madre inferma a carico. Charlie-Dapporto, attore fallito e barbiere per necessità, paga ancora le conseguenze di quel peccato di gioventù che lo ha visto sposato e ora in procinto di conoscere per la prima volta sua figlia ormai ventenne, ma soprattutto in attesa di un giudizio per atti osceni in luogo pubblico per essersi vestito da donna e aver fatto qualche avance di troppo a un cliente di un locale notturno.
Ma le vicende personali della coppia servono solo per dare un senso alla commedia che, in realtà, è incentrata sul rapporto d’amore profondo dei due protagonisti, un amore obbligato alla clandestinità dalle norme sociali vigenti, un sentimento autentico e sincero, ma così difficile da ammettere e da esprimere a parole.
La storia di Harry e Charlie è, in fondo, uno spaccato della vita di ogni coppia, etero o omosessuale che sia, ricolma di problemi quotidiani che contribuiscono a mettere a nudo i veri sentimenti e fanno dire quelle parole mai pronunciate, ma coltivate nella propria anima per decenni. È l’occasione per dichiarare al proprio compagno o compagna quell’amore tanto celato quanto sincero, quella necessità quasi implorata di amare ed essere amati.
Il Sottoscala di Dyer sente, purtroppo, tutto il peso del suo mezzo secolo di vita e, malgrado l’ottima regia di Roberto Valerio, la perfetta interpretazione unita all’innata simpatia dei protagonisti, risulta, a tratti, un po’ troppo lento. Tullio Solenghi e Massimo Dapporto sono, però, una coppia ben affiatata e si muovono con naturalezza nella squallida bottega londinese, molto ben ricostruita nelle scene di Massimo Bellando Randone, regalando agli spettatori due ore di divertimento e qualche spunto di riflessione.

Alziamo le palette, si vota!
Cast: coppia di veri professionisti, bravi, 8.
Scenografia: realistica e curata, 8.
Costumi: tutti adatti al copione, 7.
Copione: interessante e divertente, ma un po’ lento, 6.
Dove: al Teatro Manzoni di Milano.
Quando: fino al 17 aprile 2016.
Perchè: perchè per dirsi ti amo non è mai troppo tardi.
Con chi: con il partner, di qualunque sesso sia.